Wednesday, November 30, 2022
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DÉJÀ VU: COSA ACCADE NEL NOSTRO CERVELLO?

L’alone di mistero che circonda questo fenomeno affascina da secoli tutti i popoli e ha assunto diversi significati nel corso del tempo.

di Flavia M.

Può succedere spesso che guardandoci intorno e/o compiendo varie azioni ci sembra di rivivere momenti passati…e perché? Si tratta forse di una seconda vita? O di un sogno premonitore?  In realtà non lo sa nessuno, ma la spiegazione più accreditata secondo gli scienziati è che: il déjà vu non è un momento di precognizione o di profezia, ma è in realtà un’anomalia della memoria, l’impressione di richiamare alla memoria un’esperienza falsa. Capitano perlopiù a menti giovani nonostante sembri il contrario dovendo rivivere un passaggio della propria vita. 

Le teorie in ambito scientifico più accreditate sono diverse, “doppio ricordo”, quando una situazione viene immagazzinata istantaneamente nella memoria (a breve termine), mentre impiega qualche istante in più ad essere percepita da quella a lungo termine. È proprio questo minimo distacco che ci da l’impressione di rivivere un momento passato. Sigmund Freud parlava di déjà vu per spiegare ad esempio i ricordi e le esperienze rimasti repressi e inconsci, che si manifestavano, oltre che nei sogni, anche attraverso questo fenomeno. “Falso riconoscimento” della nostra memoria, che archivia varie situazioni che vediamo come anche un nome, una foto, una persona, che poi si vanno ad unire a vari frammenti di ricordi passati creando una sorta di ripetizione. 

 Un’altra teoria invece riguarda l’attenzione, molto semplicemente avviene un errore nel sistema dell’attenzione che riproduce la stessa informazione due volte. Come ad esempio la teoria di Pierre Gloor al Montrea  Neurologic Hospital and Institute, dice appunto che il déjà vu avviene peruna momentanea e rara disattivazione del sistema di recupero della memoria.

Pur avendo procurato tanto interesse, non ci sono spiegazioni scientifiche certe, molti hanno dato spazio alla loro immaginazione dando vita a molte altre ipotesi che con il tempo, molta più gente, ha cominciato a “seguire”. 

Premonizioni: non si tratterebbe di sogni, bensì di vere e proprie premonizioni, come se stessimo visualizzando una profezia di ciò che accade dopo pochi secondi. 

Relatività: questa teoria ritiene che il tempo sia una convenzione umana, mentre il mondo non segue sempre questa logica del tempo. Dicendo ciò il déjà vu sarebbe uno degli strumenti con i quali veniamo riportati alla realtà senza un tempo ordinario.

Reincarnazione: varie religioni e filosofie si riconducono alla reincarnazione e alla possibilità di altre vite. Seguendo questa logica, questi momenti sarebbero un ricordo di una vita precedente che riaffiorano e ci danno il senso di familiarità, senza poterlo ricordare completamente in maniera conscia.

Fra i più comuni déjà vu ce ne sono tre. Déjà senti, “già sentito”: si tratta dell’esperienza di credere di aver già stato sentito quello che ascoltiamo. Déjà visité, “già visitato”: una reazione psicologica che fa sì che il cervello trasmetta alla persona la sensazione di essere già stata nel posto in cui si trova ora, anche se non è vero.  Déjà vécu, “già vissuto”: sensazione di aver vissuto la stessa situazione precedentemente. Nel cinema il déjà vu è “un’imperfezione di Matrix”, film cult del 1999, “capita quando cambiano qualcosa” come un failure del sistema virtuale in cui vive l’umanità. Déjà Vu è anche il titolo di un film interpretato da Denzel Washington, in cui il fenomeno è spiegato come segnali di allarme che provengono dal passato o segni per il futuro.

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