Wednesday, November 30, 2022
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LA CORSA DELLE ONDE

Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. La storia dell'isola è indissolubilmente legata con quella dei capaill uisce, i maestosi e letali cavalli d'acqua che dall'oceano spesso si spingono fin sulle rive dell'isola, ma che non approdano mai da nessun'altra parte.

di Damia S.

La corsa delle onde, l’unico libro nel quale le gare non sono fatte da macchine da corsa o moto, ma da
mostri subacquei mezzi-rabbiosi e affamati di carne, di pollo o umana che sia, cavalcati da puri masochisti al
fine di essere i primi a tagliare il traguardo vivi.
Ebbene sì, tanti sono i temi trattati in questo libro scritto da Maggie Stiefvater, ma tra questi sono sicura
possiamo trovare, oltre alla disparità di genere ancora fissa nella cultura popolare e l’affermazione di sé, il
masochismo. Come altro potremmo chiamare le persone che decidono di propria iniziativa di partecipare
ad una gara potenzialmente letale? Anche fuori di testa, ma masochisti suona meglio.
La domanda sorge spontanea, chi sono, o cosa sono, queste bestie che mettono in pericolo la vita delle
persone abitanti in quest’isola? La descrizione più accurata potrebbe essere fatta in questo modo: prendete
un cavallo, rendetelo dieci volte più forte e veloce, mettetegli delle branchie sul collo, aggiungete denti
capaci di lacerare la carne, occhi iniettati di sangue e il gioco è fatto. Di fatto questi cavalli d’acqua non son
altro che i mostri che abitano le acque dell’isola nella quale si svolge la vicenda, solo che vengono chiamati
capall uisce e fa molto più fico.
La trama vede come protagonisti due personaggi molto diversi tra loro:
– Sean, orfano di padre il quale è morto per domare un cavallo d’acqua, Corr, poi addomesticato da
lui e con il quale ha vinto la corsa per quattro volte di fila. Sfortunatamente questo capall uisce non
è di sua proprietà, ma del maneggio dove lavorava suo padre e dove adesso lavora lui.
– Kate, anche lei orfana di entrambi i genitori, perché mai ‘na gioia, uccisi da un capall uisce. Da
allora vive con i fratelli e la sua “cavalla normale” Dove, in una casa in affitto vivendo di stenti. O
almeno finché non si viene a sapere che il fratello maggiore in realtà non ha affatto pagato l’affitto
per comprare un biglietto di sola andata per il continente.
Lui deciso a partecipare per poter finalmente comprare Corr, lei costretta a partecipare per non perdere la
propria casa.
Dal punto di vista tecnico il libro vede lo stile proprio di Maggie Stiefvater, uno stile poetico che gli
appassionati di fantasy non potranno che apprezzare. Le scene sono descritte principalmente con tono
emotivo lasciando incantato il lettore fino alla fine mentre le metafore lasciano alleggiare immagini nitide e
memorabili nell’aria. Rimane impossibile quindi non entrare in simpatia con i due protagonisti, i quali punti
di vista dirigono la storia fin dall’inizio approfondendo ogni sfaccettatura della narrazione dai due diversi
lati.
Chi farà prima, voi a finire il libro o loro a vincere la gara? La risposta è molto semplice, ci vediamo il
libreria!

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