Wednesday, November 30, 2022
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NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

La violenza sulle donne ha forme diverse: dalla violenza domestica tra le mura di casa, alla tradizione culturale nel caso delle mutilazioni genitali femminili. In Italia e in tutto il mondo, contrastiamo gli stereotipi di genere nella società e promuoviamo il diritto per le donne a una vita senza violenza.

di Flavia M

“(…) GLI UOMINI SONO SUPERIORI E LE DONNE INFERIORI, ci dicevano. GLI UOMINI SONO FORTI E LE DONNE DEBOLI, LE DONNE VALGONO DI MENO DEGLI UOMINI, ci insegnavano. Io dico che dobbiamo cambiare l’idea dell’uomo forte, utile, intelligente, superiore, alle donne. Io stesso ho sbagliato, io stesso me ne pento!  Ho due figli una femmina Jay e un maschio kendall, hanno pochi mesi di differenza quasi non si notano. Quando Jay veniva a piangere da me io le dicevo che poteva stare tranquilla che poteva trascorrere intere giornate a piangere sulle mie ginocchia, non mi importava il perché piangesse, era mia figlia, era piccola aveva appena 4 anni. Quando Kendall veniva a piangere da me qualcosa scattava dentro di me, gli gridavo che doveva smettere entro pochi secondi e che si doveva comportare da uomo non da femminuccia, poi lo obbligavo a stare in camera fin che non smetteva di piangere per poi uscire e dirmi cosa gli succedeva. DOVEVA ESSERE UN UOMO gli ripetevo, NON POTEVA FRIGNARE. Aveva solo 5 anni (…)”

Tony Porter chiama tutte queste regole, che vengono “tramandate” da padre in figlio, per essere un vero uomo, REGOLE CHE INSCATOLANO L’UOMO.

Tony Porter racconta che quando era ancora giovane suo fratello morì (anche lui era molto piccolo), tutti erano tristi, piangevano, il padre no, fino a quando lontano dagli occhi di tutti in macchina scoppiò in un pianto isterico, c’era solo Tony al quale rivolse i suoi complimenti per non aver pianto, PER ESSERSI COMPORTATO DA VERO UOMO. Questa era la cosa che aveva mantenuto le ferite della disuguaglianza tra maschi e femmine, aperte, vulnerabili e che portavano ancora dolore e rancore.

Forse il vero motivo, la vera causa della violenza sulle donne è l’insegnamento dato ai ragazzini: il problema non si risolverebbe solo insegnando a dei bambini che le bambine/ragazzine/donne non si picchiano, ma insegnandogli a gestire le emozioni, il non piangere significa reprimere un emozione, il non soffrire significa reprimere un emozione, come fece anche Tony Porter insegnando al figlio a non manifestare emozioni.Basterebbe insegnargli, invece, a gestirle così in un futuro non si troveranno con rabbia/paura/tristezza repressa e forse riusciranno a comportarsi da veri ESSERI UMANI.

C’è una giornata dedicata alle donne, c’è una giornata che dovrebbe impedirne lo sfruttamento, c’è una sola giornata dedicata alla potenza delle donne, ma in questa giornata ce ne sono 364 che molti ignorano…ma in una frase di senso compiuto, non impersonale, c’è sempre il soggetto, solo chi non ha studiato non lo sa.

Perché le donne hanno avuto il diritto di voto solo 60 anni fa?

Perché le donne dovevano camminare 3 metri dietro gli uomini?

Perché il rosso colore dell’amore, dell’affetto deve diventare colore di violenza?

Lasciamo il rosso all’amore e leviamo la violenza, alla fine è inutile no?

Quest’ultima domanda sembra banale perché tutti la facciamo spesso, ma io la ripeto, perché non ho mai avuto una risposta decente: PERCHE’ NEL MONDO ESISTE GENTE COSI’? 

Quando Tony Porter chiese ad un ragazzino di 9 anni come si sentirebbe se non esistessero le Regole Che Inscatolano l’Uomo lui gli rispose: mi sentirei LIBERO!

Nel mondo la violenza contro le donne interessa 1 donna su 3

In Italia i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. 

I dati del Report del Servizio analisi criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale aggiornato al 19 marzo 2022 evidenzia che: 

  • dal 1 gennaio al 19 giugno 2022 gli omicidi con vittime femminili sono stati 31
  •  nel 2021 sono stati 119 gli omicidi con vittime di sesso femminile, a fronte dei 117 dello stesso periodo del 2020

Nel terzo trimestre 2021 i dati Istat sulle chiamate al numero antiviolenza 1522 (promosso e gestito dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio) hanno evidenziato che:

  • anche se in maniera contenuta il numero delle chiamate valide, sia telefoniche sia via chat, è diminuito rispetto al precedente trimestre, (8.217 chiamate valide -3,4%) mentre per le vittime si è registrata una diminuzione più evidente, si passa da 4.697 a 4.100 vittime (-12,7%).
  • resta pressoché costante la quota delle richieste di aiuto tramite chat, che costituiscono il 14,5% delle modalità di contatto (erano pari a circa al 15% nel secondo trimestre del 2021).
  • In confronto al terzo trimestre 2020 (6.144 chiamate valide e 4.125 vittime) si registra un incremento delle chiamate valide e una lieve diminuzione delle vittime (+34% e -9% rispettivamente). (fonte Ministero della Salute)

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